San Giorgio e il principe azzurro

per salvare sé stessi dall’egoismo, è necessario aprirsi all’altro. E l’immagine di un cavaliere senza macchia e senza paura che rischia la vita per proteggere una donna, è quanto di più romantico si possa immaginare, in un mondo in cui non esiste davvero più nulla di gratuito. E’ lui il principe azzurro, anche se non ha un cavallo, e nemmeno un’armatura. Magari indossa un cappotto e guida una city car.
La cavalleria è morta?

Davvero la parità rende superflua, addirittura negativa la cavalleria? È politicamente scorretto aiutare una donna? Se un uomo ci apre lo sportello dell’auto o porta l’ombrello, dobbiamo apprezzare la sua gentilezza o sentirci sottovalutate?