I pagani esistono ancora
Mentre aspettavo l’autobus- udite udite, sono arrivata con 45 minuti di anticipo, quando mai, Gianluca Fumei sto diventando come te- mi sono fermata a leggere una testata digitale.
Una di quelle testate generaliste, non importa quale: ormai si somigliano tutte.
Una tra tante, che scambia il sensazionalismo e il pettegolezzo per giornalismo.
Io ormai non commento più: è quasi un fioretto, le mani me le metto in tasca, perché poi finisci travolto in una voragine di miseria, in cui non è il caso di cadere, ché già il mondo è tanto brutto.
E ovviamente, a proposito e a sproposito, c’erano quelli che bestemmiavano, quelli che se la prendevano con Dio che permette il male (obiezione che i padri della Chiesa smontarono secoli fa, le basi proprio) oltre a quelli che si fanno beffe di Dio.
La trovata di questi personaggi è definire Dio: l’amico immaginario di noi poveri creduloni, bisognosi di sogni e illusioni che loro disdegnano, dall’alto della loro superiorità intellettuale.
Io, di solito, mi arrabbio e non poco. Ma oggi no. Sarà il Vangelo di ieri, sarà l’influenza della Madonna di San Luca (che ha la banda larghissima e funziona anche a distanza), stavolta non mi sono arrabbiata.
Invece, mi è venuto in mente San Paolo.
La saggezza di Dio
Ve lo ricordate San Paolo? Il vero Guru.
1Corinzi 1:22-25
E mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani
San Paolo ci descrive, precisi e puntuali, anche se non ci ha mai incontrati.
Siamo proprio noi. Ci siamo tutti.
La parola greca che usa Paolo è σημεῖα (sēmeia), che significa: segno prodigioso, segno miracoloso.
Nel greco biblico, specialmente nei Vangeli, σημεῖον indica spesso un segno miracoloso che rivela l’azione di Dio.
Noi credenti, come i giudei, invece di fidarci, stiamo sempre a stressare Dio coi nostri: “e daaaammiiii un segnooooo”
e “battiiiii un colpooooo”
“Dio ci seeeeiiiiii? Sei connesso?”
“Mi senti?”
Noi vogliamo il colpo di scena, l’effetto speciale, l’evento soprannaturale in prima serata, possibilmente su questi schermi. Perché altrimenti mica ci fidiamo che Lui sia davvero onnipotente, onnipresente, onnisciente. Ce lo deve dimostrare, e che diamine!
E poi ci sono loro. l pagani.
Gente, i pagani esistono ancora. Non sono archeologia storica. Certo, non credono più in Zeus portatore di fulmini, né in Poseidone scuotitore di terra (però ancora credono che l’eros sia un Dio, infatti lo venerano). Potremmo definirli nuovi pagani, se non fosse che di nuovo hanno ben poco, rispetto ai loro predecessori.
Si fanno chiamare: atei, agnostici, laici, anticlericali.
In Dio dicono di non credere. Se ne vantano pure.
In compenso, credono negli oroscopi, nelle cartomanti, nel karma, sono realmente convinti che il destino si legga nei fondi di caffè.
Come avviene per i pagani antichi, anche loro credono che Gesù Cristo sia: “stoltezza”.
Ed è per questo che i pagani sono cambiati nella forma, ma non nella sostanza, di gente sempre pronta a sottovalutare Dio e a preferirgli la propria supposta saggezza siamo pieni.
Una illusione pura. Perché, come spiega l’apostolo delle genti:
Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini. 1Cor 22,25
E San Paolo ha sempre ragione: è per questo che lo cito. A me piace vincere facile.
