Il Vangelo di oggi

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URBANO II

Nel cuore dell’XI secolo, quando la cristianità europea è attraversata da conflitti, fame,

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Il Vangelo di oggi e’ difficile

Ho dato un’occhiata al Vangelo di oggi. Un Vangelo che ho poche probabilita’ di ascoltare. Non per cattiva volonta’. Riuscire ad andare a una messa feriale e’ un esercizio di incastro livello pro e non sempre mi riesce (anzi, non mi riesce quasi mai).

Oltre a questo solito ostacolo, mi trovo in una diocesi di rito ambrosiano, che i venerdi non celebra Messa, e, se anche la celebrasse, avrebbe un messale diverso. Insomma, il modo piu’ semplice per riflettere sul vangelo di oggi e’ leggerlo a casa. Non e’ l’approccio della diligente cattolica, ma facciamocelo andar bene.

Inizio a leggere davanti al caffellate, il mio bene rifugio di scorta, da quando il caffe’ puro non posso piu’ berlo. E li’ arriva il colpo.

Perche’ il Vangelo di oggi non e’ mica semplice.

La legge del cuore

Ci sono passi del Vangelo con cui scatta un amore a prima vista. Le nozze di Canaan, ad esempio. Marta e Maria, anche (io mi immedesimo in Maria, non per la spiritualita’, ma per il desiderio di sedermi, invece di far andare le mani).

E che dire della parabola dei talenti e quella del buon samaritano? Quei brani li leggi e annuisci vigorosamente. Li’ ti dici che Gesu’ e’ una vera pop star, come si puo’ non seguirlo? Come fai a non volergli bene?

Ma poi arrivano brani come il vangelo di oggi. E tutto diventa piu’ difficile. Perche’ quelle parole sembrano scritte per me. Sembrano uno specchio. Cosa dice Gesu? Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.”

Per quanto il Vangelo sia straordinariamente contemporaneo, anche se e’ stato scritto duemila anni fa, Gesu’ non sta dando indicazioni di voto sul prossimo referendum sulla giustizia. La sua e’ una giustizia meno divisiva, meno contingente, meriterebbe la G maiuscola.

Gesu lo spiega: la giusitizia di questo mondo si accontenta spesso del rispetto delle regole. Questo non e’ poco, ovviamente. Ma e’ il minimo. Lui invita ad andare oltre al rispetto delle leggi o i comandamenti. Quello -dice Gesu’- lo fanno gia’ gli scribi e i farisei. E non facciamo i vaghi. Lo so che scribi e farisei sono come le mezze stagioni. Nessuno di noi li ha mai incontrati, perche’ non esistono piu’. Pero’ il conformismo esiste ancora. Quello e’ un evergreen. E quindi Gesu’ non ci permette di ripararci sotto alla scusa comoda di non aver mai violato leggi e infranto regole.

Le parole del Vangelo di oggi e la religione dell’amore

Gesu’ dice: Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

E qui mi parte la lagna. E dai, Signore, il mio fratello (e vale anche per il vicino di casa molesto, il collega invidioso, il conoscente pettegolo) non l’ho mica ucciso. Forse sono solo un po’ arrabbiata. Vabbe’ un po’ tanto arrabbiata. In realta’, sono furibonda. Ma mica conta. O si? Conta anche con il pensiero? Si.

Il Vangelo di oggi e’ li’ a ricordarci che la nostra fede non ci incoraggia a restare come siamo. Ci rende migliori.

Perche’ Gesu’ guarda nei cuori. E anche se non alzo le mani contro il fratello, lui lo vede che lo incenerirei con lo sguardo. Non lo faccio, solo perche’ non ho la vista lanciafiamme come dotazione di serie. Quindi il fatto di non arrabbiarsi vale sempre, persino con lo sguardo.

E la mia lagna prosegue. E dai, signore, non sono mica io che mi arrabbio, e’ lui che mi fa perdere la pazienza! E poi, adesso non ho nemmeno piu’ il diritto di arrabbiarmi? Mica e’ contro la legge. Se non desidero la sua donna, la sua roba, non lo uccido, non gli rubo niente, siamo a posto cosi. I comandamenti li ho rispettati tutti. E non ho violato il codice penale. O no?

Non ci sono leggi umane che regolino o sanzionino i sentimenti. Ne’ la rabbia, ne’ la gioia, ne’ la paura. Ma e’ proprio qui che comincia il bello. Infatti, questo non vuol dire che i sentimenti non abbiamo un peso morale.

Seguire Cristo nell’amore

Per seguire Cristo, non serve rivendicare il diritto alla rabbia, con la scusa che arrabbiarsi non e’ reato. Per questo il Vangelo di oggi e’ scomodo. Scomodissimo. Richiede di imparare a esercitare la misericordia, quel sentimento che ci piace tanto, quando siamo noi a riceverlo e che spesso restituiamo col contagocce.

Lui ci sfida ad andare oltre. Ad abbandonare la forma della legge e abbracciare la logica dell’amore. Evitare di uccidere non basta. La vera rivoluzione e’ amare i propri fratelli. Anche quelli antipatici. Anche quelli noiosi. Persino quelli che avresti voglia di mandare a stendere. Ricordare quello che Gesu’ ha detto: vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni con gli altri, come io ho amato voi. Altrimenti, che cristiano sei?

Vangelo di oggi