Kacper Tomasiak: un atleta plurimedagliato che porta la fede sul podio

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Quando sale la fede sul podio: Kacper Tomasiak

Kacper Tomasiak ha appena 19 anni. Eppure, questo giovane atleta polacco, ha all’attivo risultati da vero campione. Ha vinto una medaglia d’argento nella gara individuale dal trampolino normale il 9 febbraio 2026 alle Olimpiadi Invernali a Predazzo.  

Poch dopo, il 14 febbraio, ha vinto una medaglia di bronzo nel trampolino grande individuale .  

Questo e’ gia’ molto piu’ di quello a cui molti potrebbero aspirare. Ma Kacper non si ferma qui. Nella gara a squadre dal trampolino grande del 16 febbraio conquista un’altra medaglia d’argento, insieme al compagno Paweł Wąsek. Così, con tre medaglie su tre salti, scrive storia per la Polonia: nessun suo connazionale aveva mai raccolto così tanto in un’unica edizione dei Giochi invernali. 

Eppure, c’e’ qualcosa che rende queste vittorie ancora piu’ emozionanti per me.

Perche’ Kacper Tomasiak e’ un fervente cattolico. Prima di ogni salto, si fa il segno della croce. Appartiene a una famiglia religiosa. Padre Marcin Aleksy, Parroco del Sacro Cuore a Bielsko Biala, dice che i genitori del giovane vivono la loro fede, con i cinque figli e partecipano regolarmente alla Messa. E Kasper serve all’altare, con suo fratello minore.

Qualche ora prima del terzo podio, Kacper Tomasiak attraversa Predazzo con i suoi due metalli in mano e varca la soglia di una cappella. È lì, tra i banchi e l’altare, che vuole lasciare un altro segno: quello della gratitudine. 

Messa in cappella, medaglie sull’altare

Padre Edward Pleń, cappellano degli atleti polacchi al villaggio olimpico, celebra la Messa quotidiana per chi desidera. Quel mezzogiorno di metà febbraio la chiesa si riempie della presenza di un giovane atleta che chiede di essere lettore. Kacper Tomasiak e che porta con sé — appoggiandole davanti a tutti — le medaglie conquistate. È un gesto semplice, deciso, carico di significato. 

Le medaglie vengono poste sull’altare come segno tangibile di un ringraziamento più grande. Non sono oggetti di vetrina, ma simboli di gratitudine che guardano oltre il risultato sportivo. Chi assiste racconta che la celebrazione è toccante, autentica, indimenticabile. 

La fede di Kacper Tomasiak come compagna di vita

Un ragazzo che attraversa la folla della competizione e va nell’intimità di una preghiera. Che legge, bacia la Parola, e ringrazia Dio per ciò che ha ricevuto.

E allora il podio diventa un luogo dove si intrecciano i fili del grande sport e i segni della fede. Kacper Tomasiak non e’ solo un giovane campione, diventa una testimonianza. In fondo, il salto più importante può essere quello che si fa dentro. 

Kacper Tomasiak