CORSI PREMATRIMONIALI
Caro Padre, ho incontrato alcuni ragazzi che mi hanno condiviso che stanno partecipando ad un corso in preparazione al matrimonio: si sposeranno la prossima estate. Considerato tutto quanto accade ai nostri giorni, servono ancora i corsi prematrimoniali?
Stando a quanto espresso nella domanda, da cui si desume un mal celato sconforto nei confronti del sacramento del matrimonio, si potrebbe dire che la risposta è contenuta nella stessa domanda.
Proprio perché a livello matrimoniale le statistiche sono disastrose, c’è qualche ragione in più per darsi da fare.
Dalla mia esperienza personale posso dire che di tipologie di corsi prematrimoniali (o, per fidanzati, in preparazione al matrimonio, per nubendi o qualsiasi altro nome si preferisce…) ne esiste una galassia non facilmente quantificabile.
So per certo che la Conferenza Episcopale Italiana ha dato delle indicazioni precise e so altrettanto quanto queste siano, di fatto, disattese. Anzi: direi che in questo ambito la fantasia dei pastori trova davvero espressioni originalissime.
Ricordo, ad esempio, dei parroci che riducevano la preparazione al sacramento del matrimonio ad un massimo di cinque incontri concentrati in una settimana, di sera, per un’ora circa, e, di questi, il primo era dedicato alla conoscenza reciproca degli iscritti e l’ultimo ad una pizza in compagnia…
E la mia curiosità non è stata mai soddisfatta circa l’argomento dei restanti tre incontri. Ma si sa: non è un bene soddisfare certe curiosità…
Questi corsi, comunque, erano frequentatissimi. Motivo? Ridurre al massimo i tempi per avere il certificato. Ovvero, il pezzo di carta attestante la partecipazione ad un corso di preparazione al matrimonio indispensabile nella pratica matrimoniale.
L’importanza dei corsi prematrimoniali
Personalmente sono del parere che questi corsi siano fondamentali (oltre che obbligatori!) ma con dei distinguo.
Innanzitutto, bisogna ricordare che esistono due tipi di preparazione: prossima e remota.
Questo tipo di corsi, solitamente, rientrano nell’ambito della preparazione prossima. Quindi, appesantiscono i fidanzati già gravati da tutti gli altri preparativi (che non sono obbligatori, diciamocelo).
Certamente un matrimonio non si può preparare (e garantire!) con un corso ben fatto. Ed è per questo che più di un prete afferma che “il corso per fidanzati si può considerare riuscito solo quando almeno una coppia decide di rimandare la data delle nozze”.
Qualcuno – o forse molti – in questo caso potrebbero arricciare il naso (o ricorrere agli scongiuri…). Ma nessuno ne abbia a male: coloro che, sentendosi dire certe cose capiscono che devono prendersi più tempo sono solamente da ammirare.
Infatti, dimostrano, infatti, che stanno facendo le cose seriamente.
Quando parlo ai fidanzati la prima cosa che sempre dico loro è che il certificato tanto anelato è garantito a prescindere dalle risposte che mi daranno alle domande che rivolgo loro. Lo faccio per mettere i nubendi a proprio agio e favorire il mettersi in discussione.
Il matrimonio come tappa
Questi corsi, comunque, sono utili dopo un’adeguata preparazione remota che inizia molto tempo prima di fidanzarsi. Si comincia, seppur inavvertitamente, da piccoli, in casa, in famiglia. Che grande responsabilità hanno le famiglie che, senza accorgersene, mostrano ai propri figli cosa significhi e come deve essere la vita a due!
La preparazione al matrimonio, inoltre, non deve subire le pressioni di un cronoprogramma autoimposto che crede di poter dettare i tempi di tutta una vita. Ci si laurea, troviamo un lavoro, ci divertiamo per un po’, facciamo il mutuo, compriamo casa… e, infine, facciamo il grande passo. Magari quando l’età anagrafica è al punto in cui la curva della potenzialità riproduttiva è in forte discesa.
Il fidanzamento, come direbbe qualcuno che conosco, vuole “un tempo senza tempo”, che non può essere soggetto a schemi preimpostati. Il romantico guardarsi negli occhi, persi l’uno nell’altro, è fondamentale… sebbene, oltre al guardarsi, si dedichi del tempo anche a conoscersi (e non nel senso biblico).
Già di suo, il matrimonio è una scommessa che non dà alcuna garanzia pur avendo in mano le carte perfette. Figuriamoci, invece, quando non si è abbastanza preparati.
Mi impressiona sempre (mi è capitato anche la settimana scorsa) che non poche coppie di fidanzati seppur non disdegnino di stare assieme in intimità profonda (cosa che è riservata alle coppie sposate), mostrino una difficoltà sproporzionata se invitati a confrontarsi, parlando faccia a faccia, su tutto quanto riguarda il sesso e la propria vita spirituale.
Ci si illude di mettersi a nudo vicendevolmente quando, invece, quello che si fa è solo permettersi, reciprocamente, di usarsi. Nessuno si offenda ma ogni rapporto intimo prematrimoniale altro non è che l’usarsi, magari in accordo, reciprocamente, e non il dono totale di sé all’altro.
L’utilità dei corsi di preparazione
Ebbene sì: questi corsi sono fondamentali. E lo sono nella misura in cui aiutano le coppie ad interrogarsi sulle domande più profonde e vere della propria vita interiore, spirituale, umana. Diversamente sarebbero tempo perso.
A volte noi preti non ci rendiamo conto di quanto sia importante parlare a queste coppie di castità, fiducia, perdono… anche quando sembra del tutto inutile perché magari convivono già da tempo.
Neanche si può immaginare quanto sia importante (oltre che utile!) suggerire alle coppie di provare a vivere la continenza in preparazione al matrimonio. L’esperienza maturata negli anni mi ha mostrato come non poche coppie, provandoci, hanno cambiato la loro prospettiva di vita.
Di fatto solo chi vive certe cose le può comprendere, diversamente sono chiacchiere. È per questo che vale il principio che se non si vive come si pensa, si finirà per pensare come si vive.
