Dio che paga il nostro riscatto

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URBANO II

Nel cuore dell’XI secolo, quando la cristianità europea è attraversata da conflitti, fame,

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Il salmo del riscatto

Oggi ho scelto il versetto del Salmo 31,6, come riflessione d’Avvento, parla di Dio, di vera liberta’, di riscatto e di verita’.

Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

εἰς χεῖράς σου παραθήσομαι τὸ πνεῦμά μου· ἐλύτρωσά με, Κύριε ὁ Θεὸς τῆς ἀληθείας.

Affidarsi a Dio e’ la scelta giusta, ma e’ sempre piu’ difficile. La mentalita’ moderna e’ permeata di illusione di onnipotenza. Facciamo fatica ad affidarci, a mollare il controllo. Ad ammettere che ci sia qualcuno all’infuori di noi, che conosca quello che e’ davvero il meglio per noi. Affidarsi vuol dire coltivare fiducia, in un’epoca che non si fida piu’ di nulla e non riconosce piu’ l’autorita’ di nessuno. Viviamo in un contesto in cui sempre di piu’ pensiamo di poter fare tutto bene e da soli. Dio non si vede, non si tocca. Non ha un ruolo di prestigio in societa’, non si veste bene, non si fa vedere agli eventi piu’ cool. Non parlano di lui sulle riviste patinate. Ma siamo proprio sicuri che seguire questo Dio silenzioso, imprescrutabile e cosi’ allergico al clamore mediatico, sia la mossa giusta?

Dio ha pagato il nostro riscatto

Il versetto si capisce di piu’, se si va oltre il senso letterale delle parole. Fermiamoci su un singolo vocabolo del testo greco (la Bibbia dei settanta): riscatto (ἐλύτρωσά). Cosa vuol dire: “riscatto”? non siamo mica stati catturati dall’anonima sequestri! Cosa vuol dire questa parola cosi’ inusuale, in questo contesto? Il λύτρον era il prezzo pagato per liberare uno schiavo o un prigioniero. La liberazione non è un atto gratuito: bisogna che qualcuno paghi un prezzo, per renderci liberi. Il verbo «mi hai riscattato liberato» è un aoristo. L’aoristo descrive un atto compiuto e definitivo. Il salmista dice a Dio: “Tu hai pagato per me.” Invece, παραθήσομαι è il futuro medio di παρατίθημι, («porre davanti, mettere nelle mani di qualcuno, affidare, consegnare»). Nella traduzione ufficiale viene tradotto al presente (affido), ma sarebbe piu’ giusto tradurlo al futuro: «affiderò / consegnerò». Non è casuale: poiche’ Dio ci ha riscattati (liberati), allora noi gli affideremo il nostro spirito. La nostra fiducia l’ha conquistata con questo riscatto.

Il Dio della verita’

C’è ancora qualcosa che merita la notra attenzione. E’ la frase finale: ὁ Θεὸς – «Dio» τῆς ἀληθείας – «della verità, della fedeltà». Qui troviamo la parola: ἀλήθεια. Deriva da un alfa privativo (α-, cioè «meno, senza»), e λέθος, léthos, «oscuramento». La parola vuol dire quindi «eliminazione dell’oscuramento», o appunto «disvelamento» e piu’ in generale: verità. Certamente Dio e’ fedele nelle sue promesse. Pero’ giova anche ricordare che lui e’ il: «Dio della verità». Proprio in questa nostra tenace difficolta’ ad affidarci a lui, conviene ricordare che possiamo fidarci di Lui, perche’ e’ il Dio vero.

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