Santa Giovanna d’Arco

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URBANO II

Nel cuore dell’XI secolo, quando la cristianità europea è attraversata da conflitti, fame,

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Santa Giovanna d’Arco, una forza della natura

Il mese si chiude con Giovanna d’arco, una grande, piccola santa, dopo averci regalato altri grandi santi che, in ogni epoca, si sono rivelati esempi e modelli di fede.

Se oggi Giovanna d’Arco vivesse tra noi, la immagineremmo con gli scarponi ai piedi, un microfono in mano e lo sguardo di chi non ha paura di nessuno. Una leader nata, una forza della natura, una donna ispirata, visionaria.

Ma attenzione: non era un personaggio da fantasy, e nemmeno una semplice “santa guerriera”. Era una contadina adolescente che cambiò la storia di Francia, parlando con angeli e affrontando re, generali e inquisitori con la forza di una fede incrollabile.

Giovanna d’Arco, Una contadina in missione celeste

Giovanna nasce nel 1412 a Domrémy, un villaggio sperduto della Lorena, nel nord-est della Francia.
Non sa leggere né scrivere, non aveva educazione militare. A 13 anni comincia a sentire voci celesti. L’arcangelo Michele, Santa Caterina d’Alessandria e Santa Margherita la istruiscono in una missione folle e divina.

Messaggio? Liberare la Francia dagli inglesi, far incoronare il Delfino Carlo VII a Re, e salvare il regno dall’agonia della guerra dei Cent’anni. Così, come se fosse normale.

L’incontro con il Delfino: una scena da romanzo

Nel 1429, a soli 17 anni, Giovanna riesce a ottenere udienza con Carlo VII. La storia racconta che il Delfino, per metterla alla prova, si traveste e si nasconde tra la folla.
Ma lei va dritta da lui, senza esitazioni. Lo riconosce, guidata delle voci dei santi.

E qui, il colpo di scena: Carlo VII, affascinato e forse disperato, le affida un esercito. Un’intera armata nelle mani di una teenager analfabeta. Sembra incredibile. Eppure, funziona.

Giovanna d’Arco diventa la pulzella di Orléans: il miracolo militare

In un’epoca in cui le donne non comandavano eserciti (e anzi, a stento mettevano piede fuori di casa), Giovanna d’Arco prende l’armatura, alza uno stendardo bianco con i nomi di Gesù e Maria e marcia su Orléans, assediata dagli inglesi.

Risultato? Una delle più sorprendenti vittorie francesi della guerra dei Cent’anni. Orléans è libera. L’intero regno comincia a crederci di nuovo.

Giovanna diventa leggenda. La chiamano “la Pulzella d’Orléans” (La Pucelle d’Orléans). È l’eroina nazionale, la ragazza che ha ridato un’anima alla Francia.

Dalla gloria alla prigione, parabola di Giovanna d’Arco

Ma come tutte le meteore troppo brillanti, la sua caduta è veloce. Dopo il trionfo di Reims, dove Carlo VII viene finalmente incoronato, Giovanna d’Arco perde protezioni politiche. I Borgognoni (alleati degli inglesi) la catturano in battaglia, a Compiègne nel 1430.

E la vendono agli inglesi. Giovanna è Tradita. Umiliata. E, peggio ancora, processata per eresia da un tribunale ecclesiastico manipolato politicamente.

Il processo: Giovanna d’Arco contro il mondo

Il processo a Giovanna è uno dei più documentati e ingiusti della storia medievale. Interrogata per mesi, con domande-trappola, minacce e pressioni psicologiche, Giovanna tiene testa ai giudici con lucidità e una fede incrollabile.

Un giorno le chiedono:

“Se tu credi di essere in grazia di Dio?”

Risponde: “Se non lo sono, Dio mi ci metta; se lo sono, Dio mi ci tenga.”

Una risposta che ancora oggi colpisce per intelligenza, umiltà e profondità di fede. Altro che “contadina ignorante”.

Il rogo e la leggenda

Il 30 maggio 1431, a Rouen, la ardono viva, a soli 19 anni. Ultime parole? “Gesù, Gesù…”. Le ceneri vengono gettate nella Senna, come a voler cancellare ogni traccia.

Ma la memoria non si cancella con le fiamme. Già venticinque anni dopo, la Chiesa riapre il caso. Si riconosce che il processo è stato una farsa, e si riabilita la memoria di Giovanna.
E tuttavia, Giovanna d’Arco dovrà attendere ancora a lungo, perché le si riconosca la santità.

Nel 1920, ben 489 anni dopo la sua morte, viene proclamata santa da Papa Benedetto XV. Oggi è patrona di Francia e simbolo della resistenza, della fede vissuta fino in fondo e del coraggio femminile che rompe ogni schema.

Giovanna d’Arco oggi: mito, simbolo, femminista ante litteram?

Giovanna d’Arco è stata trasformata in icona da ogni generazione. Per i romantici dell’800, era l’eroina nazionale.

I cattolici la considerano una santa mistica che parlava con Dio.

Per le femministe, una pioniera del coraggio femminile in un mondo ostile alle donne e una vittima della misoginia medievale.

Giovanna d’Arco, vista dai patrioti, è il volto di un popolo che non si arrende.

Ma al di là delle interpretazioni, resta una verità: una ragazza che, guidata dalla coscienza e dalla fede, ha osato cambiare il corso della storia.

Perché Giovanna ci parla ancora oggi


Giovanna d’Arco ci ricorda che non bisogna essere potenti per fare la differenza.
Che si può essere giovani, senza titoli, senza appoggi, eppure avere il fuoco dentro per cambiare le cose, con l’aiuto di Dio.


Ma non chiamatela femminista: la sua battaglia non è per ottenere meriti, fama, gloria o vantaggi personali. Giovanna non porta avanti un programma ideologico di auto affermazione o delle rivendicazioni per sé. Invece, si fa strumento di Dio.

Giovanna anche quando tutto ci è contro, possiamo restare fedeli a ciò in cui crediamo e l’appoggio di Dio può portarci a realizzare imprese grandiose.

Giovanna d’Arco non è solo un nome sui libri di storia. È una fiamma che ancora brucia.

Giovanna d’Arco