Niente è impossibile a Dio

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I miei articoli:

Possibile, impossibile, improbabile

”Impossible is nothing” ovvero: “niente è impossibile”. Questo è lo slogan di una famosa marca di articoli sportivi. Uno slogan che in poche parole racchiude tutto: la nostra finitezza, la nostra consapevolezza di avere dei limiti, la paura che ne abbiamo e il desiderio di superarli. Una volta e per sempre.

Chi vi promette di rendere tutto possibile, ha vinto: dopo può vendervi qualunque cosa. Scarpe da ginnastica e auto ed elettrodomestici e cosmetici anti forza di gravità. Quello che conta non è il prodotto, è l’illusione che renda tutto possibile, in primo luogo che permetta di abbattere i propri limiti, di cancellare l’idea stessa del limite.

La lotta contro l’impossibile

Molto presto, l’uomo si accorge che esistono cose per lui inarrivabili. Sia come individuo che come genere umano, si confronta con una realtà che rende possibile qualcosa e impossibile molto altro.

Tutta la storia umana è una sequenza di illusioni di ottenere l’ impossibile. Costruzioni imponenti, macchine per volare, panacee che sconfiggessero ogni malattia, pietre filosofali in grado di trasformare il metallo in oro, mele che rendessero l’uomo onnisciente.

Dalla mela del giardino dell’Eden all’ultimo ritrovato della scienza, tutta la nostra esistenza è un tentativo di rendere possibile l’impossibile. Un tentativo disperato e costantemente frustrato, perché solo per Dio nulla è impossibile.


Attributi del divino

Fra gli attributi del divino c’è la perfezione, l’infallibilità, l’onniscienza, mentre l’uomo rimane imperfetto, fallibile e limitato. La tecnologia permette di spostare i nostri limiti un poco più in là, di costruire nuove macchine, di allungare la vita e di andare nello spazio, ma non cancella la nostra natura di creature mortali. Non cancella il nostro limite per eccellenza: la morte.

Ogni nostro sforzo è in fondo un tentativo di neutralizzare la morte, di esorcizzarla, di allontanarla fino a farla sparire. Sogniamo di essere giovani, belli e sani per sempre e questa battaglia impossibile, invece che farci stare bene, ci rende terribilmente infelici.

Servirebbe invece ricordare che solo a Dio nulla è impossibile e noi accettare invece l’infinita lista di cose impossibili, di sogni irrealizzabili, di traguardi inarrivabili. Fare pace con questo senso del limite, evitare di negarlo e invece abbracciarlo, cercando conforto nell’Unica relazione che contiene tutte le altre, sana ogni ferita e conforta ogni dolore.

Solo Dio può dare la forza di accogliere questa idea inaccettabile che è la nostra fine. Solo affidando all’amore del Padre le persone care che abbiamo perso, possiamo sopportare il distacco, confidando di ritrovarle, quando sarà il momento.

e qui: https://annaporchetti.it/2023/04/28/a-proposito-di-carita-intervista/

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